Due appartamenti nello stesso palazzo di Borgo San Paolo, stesso piano, stessa metratura. Il primo l’abbiamo liberato in una giornata. Il secondo ne ha chieste tre, e non per colpa di qualcuno. Nel primo c’erano mobili e poco altro. Nel secondo un insegnante in pensione aveva tenuto cinquant’anni di libri, riviste e quaderni di appunti, e la figlia voleva guardare ogni scatola prima che uscisse.
«Quanto ci vuole?» è la domanda che mi fanno al telefono, spesso prima ancora di dirmi l’indirizzo. Una risposta onesta arriva solo dopo aver visto la casa, perché la durata dipende da quattro cose che si osservano prima di cominciare. Te le racconto, così sai leggere la stima che ti darò, e anche quelle di chiunque altro.
Il peso conta più della metratura
Una stanza di quindici metri quadri con un letto e un armadio si svuota in fretta. La stessa stanza con le pareti coperte di scaffali pieni di libri chiede un’altra giornata. Chi ragiona in metri quadri guarda il contenitore e dimentica il contenuto.
Il contenuto si misura in due modi, volume e peso, e il secondo inganna di più. Molti furgoni da lavoro si guidano con la patente B, e per quella patente il Codice della strada, all’articolo 116, fissa un limite di 3,5 tonnellate di massa massima autorizzata, mezzo compreso. Quello che resta per il carico ha quindi un tetto preciso. Con i mobili smontati il cassone si riempie prima di diventare troppo pesante. Con libri, carta, riviste legate, piastrelle avanzate o roba rimasta per anni in una cantina umida succede l’opposto, il cassone è ancora mezzo vuoto e il peso è già al limite.
Ogni limite raggiunto è un viaggio in più, anche quando la casa sembrava piccola. Per questo al sopralluogo apro gli armadi e sollevo qualche scatola a caso. Voglio sapere quanto pesa quello che c’è dentro, oltre a quanto spazio occupa.
Piani, scale e distanza dal furgone
Ogni oggetto fa un tragitto, dal punto in cui si trova fino al mezzo. La durata dello sgombero è in buona parte la somma di quei tragitti, e ciascuno dipende da tre misure.
La prima è il piano. Al terzo piano senza ascensore ogni pezzo scende a braccia, e dopo qualche ora la squadra rallenta, com’è giusto che sia. Con l’ascensore il ritmo cambia, però si lavora a cicli brevi per non toglierlo ai condomini, e i mobili lunghi scendono comunque dalle scale.
La seconda è la distanza fra il portone e il punto in cui il furgone può fermarsi. Venti metri di marciapiede sembrano niente. Percorsi duecento volte, andata e ritorno, diventano otto chilometri a piedi con un carico in mano.
La terza è quello che sta in mezzo. Un androne con tre gradini, un cortile in ghiaia, una cantina raggiungibile da un corridoio stretto con le curve a gomito. Ognuno di questi passaggi toglie di mezzo i carrelli e rimette tutto sulle braccia di chi lavora.
La selezione è la parte che allunga davvero
In una casa dove tutto deve uscire e le decisioni sono già prese, la squadra procede con un ritmo regolare. In una casa dove si deve ancora separare ciò che resta da ciò che va via, il ritmo lo detta chi decide.
Allunga i tempi ogni cassetto da guardare foglio per foglio, perché fra le carte di una persona anziana ci sono documenti che serviranno. Li allunga una libreria da sfogliare volume per volume, visto che fra le pagine finiscono buste e fotografie. Li allunga la presenza di più familiari, ciascuno con un ricordo legato a un oggetto diverso. Sono attività da mettere in programma fin dall’inizio, perché farle di corsa porta a sbagliare.
Quando posso, tengo distinti i due lavori. Prima la selezione, con te presente se lo desideri e con il tempo che serve. Poi lo svuotamento, che a quel punto scorre spedito. Se la casa è grande e alcune scelte non sono mature, si può anche dividere l’intervento in fasi, come racconto nell’articolo sullo sgombero parziale, una stanza alla volta, sapendo che più fasi chiedono più tempo complessivo di una sola.
Le ore utili in condominio e in ZTL
Una giornata di lavoro dura le ore in cui il palazzo e la città lasciano lavorare, che sono meno di quelle sul calendario.
Molti regolamenti condominiali fissano fasce di silenzio, in genere dopo pranzo e la sera. In quelle ore niente avvitatori e niente colpi sulle scale. Alcuni amministratori chiedono di usare l’ascensore solo in certi orari, o di lasciarlo libero quando i condomini anziani escono per le loro commissioni.
In centro si aggiunge la ZTL, che regola l’accesso dei veicoli per fasce orarie. Se il carico deve avvenire nella finestra in cui il varco è libero, quella finestra diventa la strozzatura della giornata e il resto si organizza intorno, portando i materiali al piano terra prima e caricando in blocco dopo. Ne ho scritto più a fondo parlando di come si sgombera un immobile in ZTL.
Lo stesso accade quando il furgone deve sostare in strada con un’occupazione di suolo pubblico. L’autorizzazione vale per il periodo indicato, e oltre quel periodo il mezzo non resta. Fra permessi, varchi e orari del palazzo, può succedere così che una casa da otto ore di lavoro pieno ne abbia a disposizione sei al giorno, e la stima passi da una giornata a una e mezza.
Come si legge una stima in giornate
Quando ti dico «due giornate», dentro quel numero ci sono delle condizioni. Le scrivo sempre, perché una stima che non le dichiara non si può verificare.
La prima condizione è l’accesso. Chiavi di tutti i locali, ascensore funzionante, luce in cantina e un posto per il mezzo. La seconda è il perimetro. Gli ambienti coinvolti e ciò che resta in ciascuno sono quelli concordati al sopralluogo, e un solaio scoperto la mattina stessa resta fuori dalla stima. La terza riguarda le decisioni. Se la selezione è fatta, le giornate sono di svuotamento; se va fatta insieme, lo dico e la prevedo a parte.
Poi c’è un margine per l’imprevisto, che in una casa vissuta arriva. Un armadio a muro nascosto da una tenda, un ritrovamento che ferma il lavoro mentre ti telefono, un temporale che rende scivolose le scale esterne. Una stima seria lo prevede e te lo dice prima.
Diffida delle durate date al telefono senza aver visto nulla. A volte ci prendono, però nessuno può dirti in anticipo se quella è una di quelle volte. Come si distribuiscono le ore dentro la giornata, invece, l’ho raccontato in cosa succede il giorno dello sgombero.
In sintesi
La durata di uno sgombero dipende da quattro fattori che si osservano prima di cominciare. Il peso del contenuto, più della metratura, perché il carico di un furgone ha un limite. La strada che ogni oggetto fa fino al mezzo, fra piani, scale e passaggi stretti. La selezione ancora da fare, che è la parte più lenta e va tenuta distinta dallo svuotamento. Le ore che il condominio, la ZTL e i permessi lasciano davvero a disposizione. Una stima in giornate è affidabile quando dichiara le condizioni su cui si regge, cioè accesso, perimetro, decisioni già prese e un margine per l’imprevisto.
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