Succede più spesso di quanto si pensi, nelle case costruite prima degli anni Novanta. Sposti una pila di cose e sotto compare una lastra grigia ondulata, oppure un tubo rivestito di un materiale fibroso, oppure un pannello che si sfalda ai bordi. Da quel momento quel materiale non si tocca, e non è una precauzione eccessiva.
Perché è vietato, non solo sconsigliato
L’amianto è messo al bando in Italia dal 1992. La legge non impone di rimuovere tutto ciò che esiste già, e moltissimi edifici lo contengono ancora legalmente, ma stabilisce che la rimozione possa essere eseguita soltanto da imprese iscritte all’Albo dei gestori ambientali nella categoria specifica, con personale formato, piano di lavoro notificato all’ASL e procedure di confinamento. In Piemonte fa eccezione la procedura regionale che consente al proprietario di rimuovere da sé modeste quantità di materiale compatto, con una dichiarazione all’ASL.
Non è una questione di competenza generica. È un’attività autorizzata. Chi la esegue senza titolo commette un illecito, e chi la commissiona a un non autorizzato si espone a sua volta.
Il rischio vero è la fibra, non la lastra
Il punto tecnico che quasi nessuno conosce è questo. L’amianto in buono stato e compatto è poco pericoloso. Diventa pericoloso quando le fibre si liberano nell’aria, cioè quando il materiale viene rotto, tagliato, spazzato, movimentato o trascinato.
Questo ribalta l’intuizione comune. Spostare «con delicatezza» una lastra per portarla via è esattamente il gesto che crea il rischio, mentre lasciarla dov’è, integra e non calpestata, in genere non lo crea. Ecco perché la reazione corretta davanti a un ritrovamento non è rimuoverlo in fretta, ma non fare nulla.
Il gesto più pericoloso davanti a una lastra di eternit è caricarla sul furgone per liberarsene.
Come lo riconosco, e i limiti di questo riconoscimento
Gli indizi che mi fanno fermare sono ricorrenti:
- lastre ondulate grigie da copertura, spesso appoggiate in cantina o in cortile come ripiani;
- canne fumarie e tubazioni in cemento-amianto, tipiche degli impianti di riscaldamento datati;
- cassoni dell’acqua grigi nei sottotetti;
- rivestimenti di caldaie e tubi, con aspetto fibroso o cartonato;
- vecchi pannelli isolanti dietro radiatori o in controsoffitti;
- talvolta perfino vinil-amianto, le piastrelle da pavimento quadrate degli anni Sessanta e Settanta.
Detto questo, va chiarito un limite. A occhio non si ha la certezza. L’unico accertamento valido è l’analisi di laboratorio su un campione, prelevato da chi è autorizzato a farlo. Io riconosco il sospetto e mi fermo; la conferma non spetta a me.
Cosa succede quando lo trovo
La sequenza è sempre la stessa. Interrompo le lavorazioni nell’area interessata, isolo la zona in modo che nessuno ci passi o ci appoggi materiale, documento fotograficamente il ritrovamento e avviso subito il committente.
A quel punto lo sgombero prosegue su tutto il resto. Non c’è motivo di bloccare l’intera casa per una lastra in un angolo di cantina, a patto che sia delimitata e che le vie di lavorazione non la sfiorino. Quella parte specifica resta in sospeso e viene affidata a un’impresa specializzata, che opera con una propria procedura e rilascia la documentazione dello smaltimento.
Se invece il materiale è già rotto, sbriciolato o in stato di degrado, la cautela aumenta e conviene sospendere le attività in quell’ambiente finché non interviene chi di dovere.
Chi decide e chi paga le conseguenze
La responsabilità della bonifica è del proprietario dell’immobile. Nel caso di un immobile ereditato ricade sugli eredi; in un condominio, se il materiale è in parti comuni, la decisione passa dall’amministratore. Per questo il ritrovamento va comunicato per iscritto e non solo a voce, perché serve che la persona giusta ne sia formalmente a conoscenza.
Il consiglio che do sempre
Se stai per svuotare una cantina, un sottotetto o un box in un edificio datato, guarda prima di svuotare. Un giro con la torcia, prima di iniziare a spostare, ti permette di individuare eventuali materiali sospetti quando sono ancora accessibili e integri, invece di scoprirli a metà lavoro, magari dopo averci appoggiato sopra venti scatoloni.
Per riassumere
L’amianto si rimuove solo tramite imprese autorizzate, con piano di lavoro notificato. È pericoloso quando le fibre si liberano, quindi la reazione corretta a un ritrovamento è isolare e non movimentare. Lo sgombero prosegue sul resto dell’immobile mentre la parte sospetta viene affidata a chi ha i titoli, e la responsabilità della bonifica resta del proprietario. Nessuno che faccia questo mestiere seriamente carica una lastra di eternit sul furgone.
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