Se chiedi a chi fa questo mestiere qual è l’oggetto più antipatico di una casa, la risposta non sarà l’armadio a sei ante. Sarà il materasso matrimoniale al quarto piano senza ascensore, seguito a ruota dal divano angolare che è entrato smontato e non esce intero.
Perché sono un problema a sé
Tre caratteristiche si sommano nel modo peggiore.
Sono voluminosi ma flosci. Un materasso non si impila, non si incastra, si piega dove non vorresti e occupa nel mezzo uno spazio sproporzionato al suo peso. Sono compositi, fatti di schiuma, molle d’acciaio, lattice, tessuto, colla, a volte imbottiture in fibre miste, cioè materiali che per essere riciclati andrebbero separati, operazione che richiede impianti specializzati. E sono igienicamente delicati, perché dopo anni d’uso, ancora di più se conservati in un locale umido, non sono materiale che si possa destinare al riuso.
La donazione, perché quasi sempre no
È la domanda che ricevo ogni volta. «Il divano è ancora buono, non lo prende nessuno?»
La risposta onesta è che gli imbottiti sono la categoria che le associazioni accettano con maggiore difficoltà. I motivi sono concreti. Non possono garantire le condizioni igieniche a chi li riceve, non hanno spazio per stoccare oggetti così ingombranti, e trasportare un singolo pezzo voluminoso impegna mezzi e volontari in modo sproporzionato.
Qualche eccezione esiste. Divani in buono stato, recenti, con fodera sfoderabile e lavabile trovano talvolta una collocazione, così come i materassi ancora imballati o praticamente inutilizzati. Ma la regola generale è che l’imbottito usato va a recupero di materia, non a riuso.
Come escono da casa
La parte logistica è quella che sorprende di più chi non l’ha mai vista.
Il materasso si piega e si lega. I modelli a molle insacchettate si piegano male e i più rigidi non si piegano affatto, quindi scendono per le scale in due persone, di taglio, con attenzione ai corrimano. Nei vani scala stretti dei palazzi d’epoca torinesi capita di doverli calare dalla tromba delle scale.
Il divano è un’altra storia. Prima si prova a smontarlo: piedini, schienale, braccioli, meccanismo del letto. Se il telaio è in legno massello incollato e non si smonta, e la porta è più stretta dell’ingombro minimo, resta una sola strada, il sezionamento, cioè tagliarlo in pezzi trasportabili. È un’operazione rumorosa e sporca, che va fatta all’interno dell’appartamento con la porta chiusa e non sul pianerottolo.
Il divano-letto merita una nota. Il meccanismo in acciaio pesa spesso più della struttura intera e va rimosso per primo, altrimenti il peso rende ingestibile la movimentazione.
Cosa succede al materiale
Materassi e imbottiti vanno conferiti come ingombranti presso i centri di raccolta o gli impianti autorizzati, che li avviano a trattamento.
Dove esistono filiere dedicate, il materasso viene aperto e i componenti separati. Le molle d’acciaio rientrano nel circuito dei metalli, le schiume poliuretaniche possono essere triturate e riutilizzate come materiale per imbottiture tecniche o pannelli, i tessuti seguono il recupero tessile. Dove queste filiere non sono disponibili, il materasso finisce in genere al recupero energetico o in discarica.
È uno dei settori in cui le pratiche stanno cambiando piuttosto in fretta, ed è ragionevole aspettarsi che il tasso di recupero migliori negli anni.
Cosa puoi fare tu, prima
Due accorgimenti che fanno una differenza reale.
Non lasciare mai un materasso in cantina o in garage con l’idea di occupartene poi. Assorbe umidità, sviluppa muffa e da recuperabile diventa un rifiuto problematico. Se decidi di sostituirlo, il momento di liberarti del vecchio è quello.
Se stai acquistando un materasso nuovo, verifica se il venditore prevede il ritiro dell’usato alla consegna. Molti lo fanno, ed è di gran lunga il percorso più lineare, perché evita del tutto il problema del trasporto.
E i cuscini, le trapunte, i piumini
Piccola categoria dimenticata ma voluminosa. Per cuscini, piumini e coperte in fibra conviene chiedere al gestore locale se vanno nei contenitori per gli indumenti usati o con gli ingombranti.
Riassumendo
Materassi e imbottiti sono voluminosi, compositi e igienicamente delicati. La donazione è possibile solo per pezzi recenti e in ottime condizioni, altrimenti si va a recupero di materia. Escono di casa piegati e legati o, per i divani non smontabili, sezionati all’interno dell’appartamento. Non conservarli in cantina «per dopo» e verifica sempre il ritiro dell’usato quando compri il nuovo.
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