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Il legno dei mobili: riuso e riciclo

di Alessandro Isola ·

In volume, il legno è il materiale più abbondante di una casa svuotata. Ed è anche quello su cui la domanda «ma non si può recuperare?» ha la risposta più variabile, perché dipende da cosa è fatto quel mobile, e la differenza non si vede dall’esterno.

Massello, impiallacciato, truciolare

Tre materiali diversi con destini diversi, spesso confusi fra loro.

Il legno massello è legno pieno. Pesa molto, ha venature che proseguono sul bordo, si può carteggiare e restaurare più volte. È il materiale dei mobili prebellici e di quelli di buona fattura. Regge l’umidità meglio di tutto il resto e ha la maggiore probabilità di riuso.

L’impiallacciato ha un’anima in materiale meno pregiato con un sottile foglio di legno nobile incollato sopra. Da nuovo è indistinguibile dal massello. Da vecchio si riconosce perché il rivestimento si solleva agli spigoli e sui bordi. Recuperabile solo se il foglio è integro.

Il truciolare e l’MDF sono derivati, trucioli o fibre pressati con resine, e costituiscono la quasi totalità dei mobili degli ultimi decenni. Si riconoscono dal bordo, dove sotto il rivestimento affiora la grana granulosa. Con l’umidità si gonfiano in modo irreversibile e, una volta smontati, non si rimontano bene perché le viti non fanno più presa.

Cosa ha una possibilità di riuso

Al netto delle eccezioni, i mobili che trovano una seconda vita hanno quattro caratteristiche. Sono in massello, sono smontabili senza distruggerli, hanno dimensioni gestibili e si presentano in condizioni decenti.

Il fattore dimensione è quello che sorprende. Un armadio a quattro ante degli anni Cinquanta, per quanto sia un ottimo mobile, non entra in una casa moderna e raramente trova destinazione. Gli stessi legni in un mobile più piccolo, un comò, un tavolino, una cassettiera, si collocano con facilità.

Le realtà che accolgono mobili usati sono associazioni, mercatini solidali, empori del riuso e, per i pezzi con un interesse, il mercato dell’antiquariato e del vintage. Come per i libri, accettano una selezione, non un appartamento intero.

Il legno che diventa materia prima

Ciò che non si riusa non è perduto, perché il legno ha una delle filiere di riciclo più consolidate.

Il materiale conferito viene ripulito dalle parti non legnose, ferramenta, vetri, specchi, tessuti, plastiche, poi triturato in scaglie e destinato soprattutto alla produzione di pannelli truciolari, cioè di nuovi mobili. Una parte va al recupero energetico e alla produzione di materiali per l’agricoltura e la zootecnia.

Perché questa filiera funzioni serve una cosa sola da parte di chi svuota. Separare il legno dal resto. Un armadio conferito con gli specchi montati, le guide metalliche e il fondo in cartone abbassa la qualità del lotto. Smontare e dividere è la parte del lavoro che nessuno vede e che determina se quel materiale diventerà un pannello nuovo o finirà in indifferenziato.

Legno trattato e legno pulito

Distinzione tecnica ma importante. Il legno verniciato, laccato o impiallacciato dei mobili è legno trattato e ha una filiera diversa dal legno pulito da imballaggio, bancali, cassette, listelli grezzi. Anche qui, tenerli separati alla fonte migliora il risultato.

Attenzione poi a due categorie particolari. Il legno impregnato da esterni, quello di staccionate e arredi da giardino, contiene sostanze che ne limitano il recupero. E il legno con tarli attivi va isolato. I fori di sfarfallamento e la polvere fine sotto il mobile sono il segnale, e un mobile infestato può contaminare gli altri legni con cui viene stoccato.

Il riuso creativo, con realismo

C’è molta retorica sul recupero dei mobili vecchi, e conviene essere onesti. Non tutto merita di essere restaurato. Un mobile in truciolare gonfio non diventa shabby chic, diventa un mobile in truciolare gonfio verniciato.

Dove il riuso funziona davvero è sui materiali che hanno una qualità di partenza. Assi in massello di credenze e armadi, che diventano piani, mensole, testiere. Porte antiche, che diventano tavoli. Cassetti, che diventano contenitori. Sono lavori che richiedono capacità e tempo, e ha senso proporli quando il materiale li merita.

Cosa puoi fare tu, prima

Se hai mobili che vorresti far riusare, fotografali in anticipo e proponili finché sono in casa, non dopo averli smontati e accatastati in cortile. Un armadio fotografato montato, in una stanza, con le misure indicate, trova un destinatario molto più facilmente di una pila di assi.

Per riassumere

Guarda il bordo, perché massello, impiallacciato e truciolare hanno destini diversi. Il riuso premia il massello smontabile e di dimensioni contenute; gli armadi enormi trovano raramente casa. Ciò che non si riusa alimenta la filiera del pannello truciolare, ma solo se il legno è separato da ferramenta, vetri e tessuti. Isola il legno tarlato e proponi i mobili quando sono ancora montati.


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