Se dovessi indicare l’ambiente in cui accadono più incidenti durante uno svuotamento, non avrei dubbi. La soffitta. Non perché contenga cose pesanti, spesso contiene scatole leggere, ma perché ci si arriva male, ci si sta scomodi e non sempre il pavimento è quello che sembra.
Il pavimento non è un pavimento
È la cosa che più sorprende chi sale per la prima volta. In molti sottotetti non calpestabili quello che vedi è un tavolato leggero o direttamente il controsoffitto dell’appartamento sottostante, fatto di cartongesso, arelle o tavelle. Regge la polvere, non regge una persona.
La regola è camminare solo sulle travi, o su assi di ripartizione appoggiate trasversalmente, mai sullo spazio fra una trave e l’altra. Chi mette il piede in fallo non cade in soffitta. Cade nella stanza di sotto.
Prima di iniziare, quindi, il primo controllo è sempre lo stesso. Capire dove sono le travi e se esiste un tavolato portante.
L’accesso, il secondo problema
Le soffitte si raggiungono con scale a pioli, botole, scale retrattili o scalette a chiocciola strettissime. Tutte hanno lo stesso difetto. Non permettono di salire e scendere con le mani occupate.
Come si lavora, in concreto:
- si scende con una mano libera sempre, mai due scatole per volta;
- gli oggetti più ingombranti si calano dalla botola con una corda o si passano a una seconda persona, non si portano in braccio sulla scala;
- la scala retrattile va verificata prima di caricarla, perché è la parte più trascurata della casa e cede nei punti di snodo;
- il passaggio della botola va misurato prima di smontare qualsiasi cosa, perché il mobile salito trent’anni fa non è detto che scenda intero.
Testa, luce e aria
Le travi basse sono l’insidia più banale e più frequente. Dopo la terza volta che ci batti la testa smetti di stare attento, ed è lì che ti fai male davvero. In un sottotetto con capriate il casco non è teatro.
La luce manca quasi sempre, o è una lampadina appesa a un filo che illumina un metro quadro. Con un’illuminazione insufficiente non si vedono né i chiodi sporgenti né il bordo della zona non calpestabile. Serve una fonte propria, possibilmente indossata e non tenuta in mano.
L’aria è il fattore che si sottovaluta. Un sottotetto d’estate, sotto un tetto esposto al sole, supera facilmente temperature in cui non si può lavorare più di venti minuti di fila. Le soffitte si svuotano la mattina presto, non nel pomeriggio di luglio.
Cosa si trova, e cosa richiede attenzione
L’inventario tipico è fatto di scatole di documenti, valigie, addobbi natalizi, giocattoli, mobili smontati e materiali edili avanzati. Tre categorie meritano cautela particolare.
I nidi e gli escrementi di animali, piccioni, roditori, talvolta pipistrelli, sono frequenti e vanno trattati con mascherina e guanti, senza spazzare a secco. Spazzare solleva esattamente ciò che non vuoi respirare.
I materiali isolanti sfusi delle coibentazioni datate, che possono contenere fibre irritanti e, negli edifici più vecchi, materiali di cui va accertata la natura prima di movimentarli.
I serbatoi dell’acqua in cemento grigio, tipici dei sottotetti d’epoca. Quelli non si toccano finché non si è chiarito di cosa sono fatti.
Il caso dei pipistrelli
Merita una nota perché mi è capitato più volte e quasi nessuno lo sa. I pipistrelli sono protetti, tutte le specie. Se un sottotetto ospita una colonia, non si può disturbarla né rimuoverla. Va segnalato e vanno seguite le indicazioni degli enti competenti, generalmente intervenendo fuori dai periodi di riproduzione e svernamento.
Cosa merita di scendere davvero
La soffitta è l’ambiente in cui la selezione è più severa, perché è quello in cui le condizioni di conservazione sono peggiori. Il caldo estivo e il freddo invernale, alternati per decenni, rovinano tessuti, colle, pellicole e nastri magnetici. Le fotografie conservate in soffitta sono spesso incollate fra loro, le videocassette illeggibili.
Quello che invece regge sorprendentemente bene è la carta stampata in ambiente asciutto, al contrario della cantina, insieme agli oggetti in metallo e ceramica. È per questo che le soffitte restituiscono più documenti utili di quanto ci si aspetti.
Il punto
Verifica dove sono le travi prima di appoggiare il piede, sali e scendi con una mano libera, misura la botola prima di smontare, lavora con luce indossata e nelle ore fresche. Attenzione a nidi, isolanti sfusi e serbatoi grigi. E ricorda che il caldo, non il peso, è ciò che rende pericoloso questo lavoro.
Vedi anche: Sgombero cantine, box e garage · Sgomberare una mansarda con accessi difficili · Amianto ed eternit · Richiedi un sopralluogo