Nelle case in cui ha vissuto una persona non autosufficiente si trovano due cose che altrove non ci sono. Una quantità sorprendente di medicinali e presidi sanitari ingombranti. Nessuna delle due si gestisce come un rifiuto domestico qualsiasi, e su entrambe circolano informazioni sbagliate.
I farmaci, dove vanno davvero
I medicinali scaduti o non più utilizzati si conferiscono negli appositi contenitori presso le farmacie, oppure secondo le indicazioni del gestore locale della raccolta.
Non vanno mai nell’indifferenziato, e soprattutto non vanno gettati nel water o nel lavandino. È la pratica più dannosa in assoluto, perché i principi attivi attraversano gli impianti di depurazione e finiscono nei corsi d’acqua, dove producono effetti documentati sugli ecosistemi.
Prima del conferimento va fatta una piccola separazione:
- Le scatole di cartone vanno nella raccolta della carta;
- I foglietti illustrativi anche;
- I blister vuoti seguono le indicazioni locali sui materiali misti o l’indifferenziato;
- Il farmaco vero e proprio, compresse, flaconi, tubetti, fiale, va nel contenitore in farmacia, preferibilmente senza l’astuccio esterno.
Riducendo l’imballaggio si riduce anche il volume, che in queste case è tutt’altro che trascurabile.
Le categorie che richiedono attenzione in più
Alcuni farmaci non seguono il percorso ordinario.
I medicinali citotossici e citostatici, usati in terapie oncologiche, rientrano fra i rifiuti pericolosi e vanno gestiti secondo indicazioni specifiche. La farmacia o l’ASL possono indicare la procedura corretta.
Gli aghi, le siringhe e le lancette pungidito sono taglienti e non vanno mai gettati sfusi. Vanno raccolti negli appositi contenitori rigidi e conferiti come previsto localmente. Nelle case di persone diabetiche se ne trovano quantità significative.
Le bombole di ossigeno e i concentratori non sono rifiuti. Sono quasi sempre noleggiati e vanno restituiti al fornitore. Trovarne una in casa significa che c’è un contratto ancora aperto da chiudere.
Il flacone di sciroppo si butta in farmacia. La bombola dell’ossigeno si restituisce a chi l’ha data.
I presidi e gli ausili, il capitolo più delicato
Letti articolati, materassi antidecubito, sollevatori, carrozzine, deambulatori, comode, sedie per doccia, montascale. Sono oggetti costosi, spesso in ottime condizioni perché usati per pochi mesi, e sono quelli su cui le famiglie si trovano più smarrite.
La prima verifica è anche la più importante. Sono di proprietà o in comodato?
Molti ausili vengono forniti dal Servizio Sanitario tramite l’ASL e restano di proprietà pubblica. In quel caso vanno restituiti, non smaltiti né donati, e la restituzione segue una procedura precisa che va chiesta all’ASL di riferimento. Smaltire un ausilio in comodato è un problema per la famiglia, non una semplificazione.
Se invece l’ausilio è stato acquistato privatamente, la proprietà è della famiglia e le strade si aprono.
A chi donare gli ausili di proprietà
Sono oggetti che servono davvero e per cui esiste una domanda reale. Le realtà che li accolgono più spesso:
- Associazioni di volontariato che gestiscono servizi di prestito di ausili sul territorio
- Organizzazioni di assistenza domiciliare e realtà del terzo settore
- Parrocchie e centri di ascolto, che spesso fanno da tramite
- Gruppi locali dedicati allo scambio di ausili fra famiglie
Due raccomandazioni. Verifica le condizioni igieniche e sanifica prima di consegnare, e conserva la documentazione tecnica eventualmente presente, perché per sollevatori e letti elettrici serve a chi li riceve.
I materassi antidecubito, come tutti gli imbottiti, sono l’eccezione, raramente donabili per ragioni igieniche.
Cosa si smaltisce e come
Gli ausili non donabili si dividono per materiale. Letti elettrici, sollevatori e concentratori sono apparecchiature elettriche e vanno conferite come RAEE. Carrozzine e deambulatori sono prevalentemente metallo, con una filiera di recupero solida. I materassi antidecubito seguono la strada degli imbottiti.
Una nota sui letti articolati. Sono pesanti, ingombranti e vanno smontati in più pezzi. Il motore e la centralina si separano dal telaio, perché seguono percorsi diversi.
Un aspetto che non è tecnico
Questi oggetti raccontano gli ultimi mesi di una persona in modo molto diretto. Smontare un letto articolato nella stanza in cui qualcuno è stato malato non è come smontare un armadio, e le famiglie spesso lo vivono con più difficoltà di quanto si aspettassero.
Quando è possibile, suggerisco che questa parte venga fatta in un momento separato rispetto al resto della casa, e non necessariamente in presenza dei familiari più coinvolti.
Il punto
I farmaci vanno negli appositi contenitori in farmacia, mai nello scarico, separando cartone e foglietti. Taglienti e citotossici hanno percorsi dedicati; le bombole di ossigeno si restituiscono al fornitore. Per gli ausili la domanda decisiva è se sono di proprietà o in comodato ASL, perché nel secondo caso vanno restituiti. Quelli di proprietà si donano volentieri, sanificati e con la documentazione. E questa parte del lavoro merita un momento suo.
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