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Farmaci e presidi sanitari dopo una RSA

di Alessandro Isola ·

Nelle case in cui ha vissuto una persona non autosufficiente si trovano due cose che altrove non ci sono. Una quantità sorprendente di medicinali e presidi sanitari ingombranti. Nessuna delle due si gestisce come un rifiuto domestico qualsiasi, e su entrambe circolano informazioni sbagliate.

I farmaci, dove vanno davvero

I medicinali scaduti o non più utilizzati si conferiscono negli appositi contenitori presso le farmacie, oppure secondo le indicazioni del gestore locale della raccolta.

Non vanno mai nell’indifferenziato, e soprattutto non vanno gettati nel water o nel lavandino. È la pratica più dannosa in assoluto, perché i principi attivi attraversano gli impianti di depurazione e finiscono nei corsi d’acqua, dove producono effetti documentati sugli ecosistemi.

Prima del conferimento va fatta una piccola separazione:

  • Le scatole di cartone vanno nella raccolta della carta;
  • I foglietti illustrativi anche;
  • I blister vuoti seguono le indicazioni locali sui materiali misti o l’indifferenziato;
  • Il farmaco vero e proprio, compresse, flaconi, tubetti, fiale, va nel contenitore in farmacia, preferibilmente senza l’astuccio esterno.

Riducendo l’imballaggio si riduce anche il volume, che in queste case è tutt’altro che trascurabile.

Le categorie che richiedono attenzione in più

Alcuni farmaci non seguono il percorso ordinario.

I medicinali citotossici e citostatici, usati in terapie oncologiche, rientrano fra i rifiuti pericolosi e vanno gestiti secondo indicazioni specifiche. La farmacia o l’ASL possono indicare la procedura corretta.

Gli aghi, le siringhe e le lancette pungidito sono taglienti e non vanno mai gettati sfusi. Vanno raccolti negli appositi contenitori rigidi e conferiti come previsto localmente. Nelle case di persone diabetiche se ne trovano quantità significative.

Le bombole di ossigeno e i concentratori non sono rifiuti. Sono quasi sempre noleggiati e vanno restituiti al fornitore. Trovarne una in casa significa che c’è un contratto ancora aperto da chiudere.

Il flacone di sciroppo si butta in farmacia. La bombola dell’ossigeno si restituisce a chi l’ha data.

I presidi e gli ausili, il capitolo più delicato

Letti articolati, materassi antidecubito, sollevatori, carrozzine, deambulatori, comode, sedie per doccia, montascale. Sono oggetti costosi, spesso in ottime condizioni perché usati per pochi mesi, e sono quelli su cui le famiglie si trovano più smarrite.

La prima verifica è anche la più importante. Sono di proprietà o in comodato?

Molti ausili vengono forniti dal Servizio Sanitario tramite l’ASL e restano di proprietà pubblica. In quel caso vanno restituiti, non smaltiti né donati, e la restituzione segue una procedura precisa che va chiesta all’ASL di riferimento. Smaltire un ausilio in comodato è un problema per la famiglia, non una semplificazione.

Se invece l’ausilio è stato acquistato privatamente, la proprietà è della famiglia e le strade si aprono.

A chi donare gli ausili di proprietà

Sono oggetti che servono davvero e per cui esiste una domanda reale. Le realtà che li accolgono più spesso:

  • Associazioni di volontariato che gestiscono servizi di prestito di ausili sul territorio
  • Organizzazioni di assistenza domiciliare e realtà del terzo settore
  • Parrocchie e centri di ascolto, che spesso fanno da tramite
  • Gruppi locali dedicati allo scambio di ausili fra famiglie

Due raccomandazioni. Verifica le condizioni igieniche e sanifica prima di consegnare, e conserva la documentazione tecnica eventualmente presente, perché per sollevatori e letti elettrici serve a chi li riceve.

I materassi antidecubito, come tutti gli imbottiti, sono l’eccezione, raramente donabili per ragioni igieniche.

Cosa si smaltisce e come

Gli ausili non donabili si dividono per materiale. Letti elettrici, sollevatori e concentratori sono apparecchiature elettriche e vanno conferite come RAEE. Carrozzine e deambulatori sono prevalentemente metallo, con una filiera di recupero solida. I materassi antidecubito seguono la strada degli imbottiti.

Una nota sui letti articolati. Sono pesanti, ingombranti e vanno smontati in più pezzi. Il motore e la centralina si separano dal telaio, perché seguono percorsi diversi.

Un aspetto che non è tecnico

Questi oggetti raccontano gli ultimi mesi di una persona in modo molto diretto. Smontare un letto articolato nella stanza in cui qualcuno è stato malato non è come smontare un armadio, e le famiglie spesso lo vivono con più difficoltà di quanto si aspettassero.

Quando è possibile, suggerisco che questa parte venga fatta in un momento separato rispetto al resto della casa, e non necessariamente in presenza dei familiari più coinvolti.

Il punto

I farmaci vanno negli appositi contenitori in farmacia, mai nello scarico, separando cartone e foglietti. Taglienti e citotossici hanno percorsi dedicati; le bombole di ossigeno si restituiscono al fornitore. Per gli ausili la domanda decisiva è se sono di proprietà o in comodato ASL, perché nel secondo caso vanno restituiti. Quelli di proprietà si donano volentieri, sanificati e con la documentazione. E questa parte del lavoro merita un momento suo.


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