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Guida pratica

Trasferirsi in una casa più piccola o in RSA: decidere cosa portare

Per chi cambia casa in età avanzata e per i familiari che lo accompagnano: conoscere il nuovo spazio, scegliere insieme, non dimenticare le pratiche

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Lasciare la propria casa per un appartamento più piccolo, per la casa di un figlio o per una residenza sanitaria assistenziale è uno dei passaggi più difficili dell'età adulta, e anche uno dei più concreti. Questa guida si rivolge a chi si trasferisce e ai familiari che lo accompagnano. Spiega come conoscere il nuovo spazio prima di scegliere, quali domande fare alla struttura, come decidere insieme che cosa portare partendo dalle abitudini di ogni giorno, che cosa fare del resto della casa senza fretta e quali pratiche non dimenticare: residenza, medico, posta, utenze e ausili sanitari.

Decide chi si trasferisce

Se la persona che cambia casa è presente e in grado di esprimersi, è lei a decidere che cosa portare, anche quando a organizzare sono i figli. Chiedere a lei, oggetto per oggetto, cambia il modo in cui vivrà il trasferimento, e spesso la rende più disposta a lasciare di quanto la famiglia immagini. Se non è in grado di decidere, l'interlocutore diventa chi ne ha titolo, per esempio un amministratore di sostegno nominato dal giudice tutelare.

Conoscere il nuovo spazio prima di scegliere

Prima di riempire una scatola si misura: armadio, cassetti, comodino, pareti libere, spazio per una poltrona. In una struttura lo spazio personale è di solito una stanza, a volte condivisa, e le regole su mobili propri, apparecchi elettrici, tappeti e piante cambiano da un luogo all'altro. Si chiedono in anticipo, insieme al regolamento e alla carta dei servizi, e si chiede se gli indumenti vanno etichettati.

Portare le abitudini, non i mobili

Il criterio che funziona meglio è ripercorrere una giornata tipo e annotare gli oggetti che la accompagnano: la sveglia, la lampada per leggere, la coperta sul divano, gli occhiali, il telefono, le fotografie sul comodino. Sono loro a rendere propria una stanza nuova. Per la sicurezza, niente tappeti, scarpe con suola antiscivolo, una luce notturna e un telefono semplice con i numeri già salvati.

Il resto della casa, in due tempi

Quando i tempi sono stretti, si libera in fretta la parte neutra della casa, come cantina, elettrodomestici e mobili senza storia, e si prende tempo su quella personale. Nelle prime settimane emergono le cose che mancano: tenere la casa disponibile per un secondo passaggio evita rimpianti. Il giorno del trasferimento e quello dello sgombero è meglio che non coincidano, e la casa non si svuota mai durante un ricovero senza dirlo alla persona.

Le pratiche da non dimenticare

Il cambio di residenza va dichiarato all'anagrafe entro venti giorni, anche quando ci si trasferisce in una struttura. Vanno sistemati il medico di famiglia, l'inoltro della posta, le utenze della vecchia casa, da non chiudere prima che sia liberata, e gli ausili sanitari: quelli forniti dall'ASL in comodato si restituiscono o si trasferiscono secondo le indicazioni del distretto.

Passo per passo

  1. Coinvolgere la persona nelle decisioni

    Chiedere a chi si trasferisce che cosa desidera portare, in sessioni brevi, senza decidere al suo posto e senza parlare degli oggetti come di cose da buttare.

  2. Misurare il nuovo spazio e chiedere le regole

    Prendere le misure di armadio, comodino e pareti libere e chiedere alla struttura regolamento e carta dei servizi: mobili propri, apparecchi elettrici, piante, etichette sui capi.

  3. Elencare le abitudini quotidiane

    Ripercorrere insieme una giornata tipo e annotare gli oggetti che la accompagnano, dalla sveglia alla lampada per leggere.

  4. Scegliere e preparare gli oggetti da portare

    Selezionare abiti, oggetti personali e pochi riferimenti visivi che entrano nello spazio disponibile, etichettarli se richiesto e raccoglierli in scatole segnate.

  5. Preparare la nuova stanza prima dell'arrivo

    Sistemare letto, coperta, fotografie e armadio prima che la persona arrivi, perché trovi una stanza già sua.

  6. Separare il trasferimento dallo sgombero

    Non far coincidere il giorno del trasferimento con lo svuotamento della casa, e tenerla disponibile per recuperare ciò che manca nelle prime settimane.

  7. Decidere del resto della casa in due tempi

    Liberare prima la parte neutra della casa e affrontare in un secondo momento gli oggetti personali, coinvolgendo la persona e la famiglia.

  8. Sistemare le pratiche

    Dichiarare il cambio di residenza entro venti giorni, sistemare medico, posta e utenze e chiedere al distretto ASL come restituire o trasferire gli ausili in comodato.

Da tenere a portata di mano

  • Metro e piantina, anche disegnata a mano, del nuovo spazio
  • Regolamento e carta dei servizi della struttura
  • Un quaderno per la lista degli oggetti e delle cose che mancano
  • Etichette per gli indumenti, se la struttura le richiede
  • Scatole etichettate con il contenuto
  • Elenco aggiornato dei farmaci e delle terapie, preparato con il medico
  • Documento d'identità e tessera sanitaria per le pratiche
  • Recapiti del distretto ASL per gli ausili in comodato

Nel PDF completo

Questa pagina è la sintesi. La guida da scaricare ha 10 pagine, con gli schemi e le liste di controllo da stampare:

  • Un trasloco diverso dagli altri
  • Chi decide, e come
  • Conoscere il nuovo spazio
  • Portare le abitudini, non i mobili
  • Che cosa lasciare
  • Il resto della casa: due tempi
  • Il giorno del trasferimento
  • Le pratiche da sistemare
  • Le prime settimane

Schemi: Questo oggetto viene con me?; Che cosa portare: struttura e casa più piccola; Dalla decisione alle prime settimane.

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Domande frequenti

Che cosa si può portare in una RSA?

Dipende dalla struttura, ed è la prima cosa da chiedere, insieme al regolamento e alla carta dei servizi. Di solito sono ammessi abiti personali, spesso da etichettare, oggetti per l'igiene, fotografie, libri e piccoli oggetti di uso quotidiano. Mobili propri, apparecchi elettrici, tappeti e piante sono spesso limitati. In uno spazio ridotto contano più i riferimenti visivi, come una coperta di casa o una lampada, che i mobili.

Dobbiamo svuotare subito la casa?

Solo se c'è una scadenza esterna, come un affitto da disdire o una vendita già decisa. Altrimenti è meglio procedere in due tempi: prima la parte neutra della casa, poi quella personale. Nelle prime settimane dopo il trasferimento emergono le cose che mancano, e avere ancora la casa a disposizione permette di recuperarle. Gli oggetti personali possono restare in custodia presso un familiare per qualche mese.

Che cosa facciamo se la persona non vuole separarsi da nulla?

Si parte dagli spazi e non dagli oggetti, chiedendo il permesso invece di proporre l'evidenza, e si accetta di lasciare qualcosa: tre scatole conservate su venti valgono un trasferimento sereno. Si evita di svuotare alle sue spalle. Se in casa c'è un accumulo importante, che ha tolto funzione alle stanze, serve un percorso diverso, descritto nella guida dedicata all'accumulo.

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